Emergenza caldo in Liguria, i sindacati: «Bene l’ordinanza, ma servono risorse, inclusione di altri settori e protocolli condivisi»

Cisl, Cgil e Uil intervengono sulla misura regionale contro le ondate di calore: «Ora il governo garantisca la cassa integrazione per i lavoratori più esposti»

on l’arrivo dell’ondata di caldo in Liguria e l’emanazione dell’ordinanza regionale che prevede misure di prevenzione per i lavoratori esposti, arriva il commento unanime dei sindacati. Cisl, Cgil e Uil accolgono con favore il provvedimento, ma chiedono certezze sulle risorse per la cassa integrazione, l’estensione delle tutele a più settori e, soprattutto, una maggiore concertazione.

Cisl e Filca: “Serve certezza sulle risorse per la cassa integrazione”
«È positivo che la Regione abbia firmato l’ordinanza che consente di adottare pause durante il lavoro e misure utili alla sicurezza – dichiarano Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria, e Andrea Tafaria, segretario generale Filca Liguria, la federazione degli edili – ma servono ora certezze dal Ministero del Lavoro per l’accesso alla cassa integrazione in caso di temperature elevate, come previsto sopra i 35 gradi».
Il settore dell’edilizia è il primo coinvolto, con oltre 25mila lavoratori interessati solo in Liguria. «Oltre a garantire i diritti, chiediamo anche la vigilanza sull’attuazione dell’ordinanza regionale – sottolineano – in particolare sulla rimodulazione degli orari e sulla sospensione dei cantieri tra le 12.30 e le 16.00».
Cgil: “Senza fondi è solo un annuncio, servono protocolli veri”
Molto più critico il commento della Cgil Liguria, che giudica l’ordinanza regionale come un intervento insufficiente: «La montagna ha partorito un topolino – attacca il sindacato – Non siamo stati coinvolti nella stesura del provvedimento, che si limita a ricalcare le linee guida nazionali, senza affrontare il nodo delle coperture economiche per i lavoratori che devono sospendere l’attività».
La Cgil annuncia di aver già avviato interlocuzioni con le Prefetture liguri per aggiornare i protocolli di emergenza caldo, affinché l’accesso alla cassa integrazione sia garantito a tutti i lavoratori in condizioni a rischio. «Il colpo di calore – sottolinea il sindacato – è un infortunio sul lavoro riconosciuto. Invitiamo lavoratrici e lavoratori a segnalare ogni problematica».
Uil: “Coinvolgere più settori e rafforzare i protocolli di sicurezza”
Sulla stessa linea Giuseppe Gulli, segretario organizzativo della Uil Liguria, che chiede di estendere le tutele anche ad altri settori: «Pensiamo a chi lavora sui mezzi dell’igiene urbana, come nel caso dell’operatrice AMIU che lo scorso agosto ebbe un malore mentre era alla guida in via San Vincenzo. In quell’occasione si sfiorò la tragedia».
Gulli riconosce che l’ordinanza è «un passaggio importante», ma chiede alla Regione «un coinvolgimento più ampio delle parti sociali e un confronto costante con le Prefetture». Infine, ribadisce la necessità di dare linee guida chiare alle imprese per l’organizzazione del lavoro: «Servono ambienti salubri, ombreggiati, pause, turnazioni adeguate e distribuzione di acqua».
Verso un protocollo regionale condiviso
Mentre in tutta la Liguria sono in corso interlocuzioni con le Prefetture, i sindacati chiedono che si giunga quanto prima alla firma di un protocollo operativo, che garantisca diritti, sicurezza e tutele economiche per chi lavora sotto il sole. Un messaggio chiaro anche per il Governo, chiamato ora a stanziare risorse certe per gli ammortizzatori sociali.
In attesa del picco di calore previsto nei prossimi giorni, la priorità è agire rapidamente, con strumenti chiari e condivisi, per proteggere i lavoratori.
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